Hootsuite: il gufo che ti semplifica la vita (o no?)

Hootsuite: il gufo che ti semplifica la vita (o no?)

Hootsuite promette agli addetti ai lavori del settore Social, di far risparmiare ben 10 minuti al giorno (che non sono pochi). Io sto testando la versione Pro (con qualche miglioria sul piano)…

Flashback – come sono arrivata fin qui: Spidly

Arriva un momento nella vita di un Social Media Manager in cui serve prendere le redini della situazione e chiedere aiuto, uscire dal tunnel, trovare un sistema per programmare il non programmabile e ottimizzare tempo e risorse. I clienti aumentano, e come è da immaginare ogni cliente è presente su diversi social media: per fare bene le cose il copy&paste saltando da Facebook a Twitter, passando per Instagram, non va bene: ogni social network ha un suo linguaggio ed un suo pubblico, elementi da rispettare e assecondare. E allora? Si cercano tool e programmi come Hootsuite & Co., gli amici fedeli dei social media manager…

Oggi vi parlo di Hootsuite, ma vorrei prima fare una breve parentesi su Spidly.com. Si tratta di un altro tool che ho testato qualche mese fa per circa una settimana. Devo dire che non sono rimasta molto soddisfatta, era ancora in fase di test e per molti aspetti da perfezionare. Mi ha sorpreso notare che – a dispetto del nome e del sito web della piattaforma – i progettatori sono italianissimi, per la precisione di Andria (BA), ma mi hanno spiegato al telefono che il sito web è solo in inglese perché vorrebbero rivolgersi ad un target non esclusivamente italiano. Scelta condivisibile, ma per chi l’inglese non lo padroneggia ‘fluently’, il problema prima o poi arriva. Per questo ho abbandonato (oltre ad un servizio di tutoring telefonico a dir poco approssimativo). Devo però dire che l’interfaccia era piuttosto intuitiva, e lo strumento era valido anche per le ricerche sui social.

Hootsuite: Special Thanks to…

Posso parlare della versione Pro di Hootsuite e tengo a precisare che, mentre scrivo, sono alla terza settimana di prova. Per rendere questo passaggio meno traumatico possibile, sto seguendo i webinar di Chiara Grassilli, tutor italiana di Hootsuite, che danno molte informazioni: semplici, intuitive, veloci, digeribili. Oggi ho anche fissato un appuntamento telefonico per avere chiarimenti in merito ad alcuni aspetti, non ancora del tutto chiari: devo dire che Chiara è stata molto disponibile, la chiamata è durata più dei 10 minuti previsti e tutto mi è stato più chiaro.

Se desiderate anche voi capire Hootsuite potete contattarla su Twitter: seguite @HootChiara. Un plauso e un grazie gigantesco a Enrico Giubertoni di Buzzes.eu, ambasciatore di Hootsuite con un sito web pieno zeppo di video e articoli che spiegano come usarlo al meglio.

Le Cose Belle

La prima cosa che mi ha fatto piacere notare è che Hootsuite parla anche in italiano: j’adore! Per quanto riguarda la calendarizzazione dei contenuti, un altro vantaggio di Hoostuite – oltre ovviamente alla possibilità di programmare su Facebook – è poter programmare Twitter e Google+. Possiamo anche “accendere” un pulsante che permette di attivare la funzione di “autoprogramma”: sarà Hootsuite che pubblicherà quel post o tweet nei momenti di maggiore traffico su quei profili.

Altra chicca è la struttura del programmato, possiamo spostare la programmazione di un post muovendo il mouse e posizionandolo nel giorno e nell’ora desiderata, senza dover andare di nuovo sul post e riprogrammarlo manualmente. Possiamo eventualmente pubblicare contemporaneamente su tutti i social media di un cliente, nel caso in cui i contenuti non siano diversificati, il tutto attraverso un’unica procedura.

I flussi

Questa è la parte più interessante di Hootsuite, anche perché riguarda la parte preponderante del nostro lavoro. Nei flussi si trovano le colonne, i social network che possiamo monitorare, le app, le ricerche che possiamo attivare. Possiamo dividere la nostra dashboard di lavoro come meglio vogliamo. Per ogni scheda (nella versione Pro possiamo creare al massimo 20 schede) possiamo aggiungere fino a 10 colonne e a questo punto possiamo decidere liberamente come impostare il nostro lavoro: possiamo dividere le schede per cliente e quindi, ad esempio, avere una scheda che si chiama “Coca Cola” che ha tante colonne quanti sono i social network del brand, ricerche, app, le menzioni di Twitter, quelle di Instagram (con la app gratuita “Tagfeeda” possiamo inserire una colonna in cui compariranno tutti i social che postano e pubblicano #CocaCola). Oppure, possiamo impostare le nostre schede dividendole per social network: avremo di conseguenza una scheda che chiameremo “Facebook” in cui ci saranno tutte le colonne Facebook dei nostri clienti, e così via per Twitter, Instagram, Youtube, Google+, LinkedIn…

Le colonne sono flussi di informazioni che si aggiornano costantemente, anche qui possiamo decidere ogni quanto aggiornare la colonna (da un minimo di due a un massimo di 30 minuti). In questo modo posso gestire tutti i profili di un cliente dalla stessa pagina: superlativo!

Chi condivide i contenuti dei nostri clienti (link, prodotti, post) sui social? Anche questo ci interessa… Possiamo aggiungere una scheda sulle nostre ricerche, selezionare “cerca” nella colonna che andiamo a inserire e incollare sulla barra un link che ci interessa tracciare, per capire chi lo ha letto, condiviso, chi ha fatto retweet. In questo modo possiamo conoscere nuovi utenti, ringraziarli per aver condiviso i nostri contenuti e capire quali sono quelli che creano maggiore engagement.

Sempre sulle ricerche, possiamo anche filtrare le nostre chiavi di ricerca, escludendo i retweet o i post di altre lingue, i tweet e post che hanno un klout inferiore a 50 e tanto altro ancora.

Hootlet

Una pagina social dovrebbe avere un piano editoriale che sia basato su contenuti diversificati per genere: un terzo dei post tratterà i servizi del brand in questione che richiedono una conversione, un terzo dei post conterrà informazioni sui contenuti in cui il brand opera, e un terzo mostrerà le interazioni sul profilo (ad esempio una recensione interessante su un nostro cliente che vogliamo condividere sui suoi social). Se vogliamo riempire la nostra pagina o il nostro profilo Twitter di contenuti accattivanti e – cosa ancora più utile – coinvolgenti, possiamo aggiungere ai nostri tab di navigazione il pulsante “Hootlet”.

Navigando su Facebook o Google, possiamo cliccare sul tasto verde “Hootlet” e, ogni volta che notiamo un contenuto che può essere interessante per un nostro cliente, potremo programmarlo, pubblicarlo all’istante e scegliere in quale social network pubblicarlo: taaaac!

Directory App e Bulk Scheduling

Grazie alla directory delle app, possiamo aggiungere alle colonne delle applicazioni e/o social newtork, come Youtube, Instagram, Scoop.it (per avere informazioni sui vari Social Media) e tanto altro ancora. Sono divise per Nuove, Free e a Pagamento.

Grazie alla programmazione di massa, possiamo anche schedulare messaggi scaricandoli “in massa” da un file in formato csv o Excel, precedentemente creato e salvato su pc. Possiamo anche salvare dei messaggi come bozze, e pubblicarli ogni volta che riceviamo richieste sulla stessa informazione.

Organizzazione

Hootsuite Pro dà la possibilità di creare un’organizzazione, per lavorare in team sui social media. All’interno di Hootsuite si può chattare fra colleghi, assegnare compiti, ricerche, profili da gestire, ogni membro ha dei ruoli: Default, Admin o Super Admin. Anche questo è un aspetto che facilita la vita, si può assegnare un compito al collega senza inviargli una mail, risparmiando tempo ed energie.

Le Faremo Sapere

Attualmente Hootsuite non permette di postare su Instagram: quello che possiamo fare è installare la app sulla piattaforma alla directory, fare ricerche per hashtag, per capire chi posta o menziona il profilo del nostro cliente, non possiamo neanche fare repost. Per quanto riguarda Facebook, come su Spidly manca la sincronizzazione: ciò significa che se mi trovo su Facebook e decido di programmare un post, lo stesso non lo visualizzo nel programmato Hootsuite.

Altro dolore è il fatto che il tool non ragiona “per clienti” ma “per profili”, mi spiego meglio: anziché farci collegare ad un cliente tanti profili quanti ne ha sui social network (e quindi la Fanpage Coca Cola, il profilo Twitter Coca Cola e così per gli altri social media), Hootsuite considera i profili come separati. Ciò significa che la versione Pro – che consente di gestire 50 profili – permette, ad esempio di gestire solo 10 clienti con 5 social network ciascuno (Facebook, Twitter, Google+, Instagram, Youtube). Se si desidera gestire più di 10 clienti occorre “migliorare il piano”: comprando altri profili. Ciò è molto limitante, ancora di più per un free lance, che magari non ha le risorse economiche che possono consentirgli di spendere più di 100 euro al mese per lavorare sulla piattaforma.

E Pinterest? Non pervenuto, né come app da aggiungere, né in altro modo. Questo è un problema anche per i resoconti, altro tasto dolente.

I resoconti, ovvero i report per i clienti, funzionano a punti e moduli: alcuni sono gratuiti, altri a pagamento. Oltre al fatto che possiamo prendere in considerazione solo 40 giorni di riferimento – dunque non è possibile dare al cliente report bimestrali o trimestrali – Hootsuite Pro ha solo 50 punti a disposizione per resoconto. Se si desidera creare un resoconto più completo, bisogna pagare altri moduli… Io mi sono già accorta che con 50 punti ci faccio poco per dare al cliente (che investe sul nostro lavoro) un resoconto completo e dettagliato, dunque ho dovuto acquistare altri 50 punti. Una volta creato il resoconto possiamo salvarlo, ma se abbiamo raggiunto questo punteggio non possiamo salvarlo nella piattaforma: dobbiamo convertirlo in pdf/salvarlo sul pc/stamparlo, poi eliminarlo per ricominciare da capo.

L’aspetto positivo dei resoconti Hootsuite è che sono visivamente molto gradevoli, comprensibili per il cliente e possiamo anche inserire delle note integrative per chiarire i grafici illustrati.

Questi al momento gli aspetti più salienti, sarò felice di dirvi come va la mia vita dopo aver completato il primo mese di prova: à bientot!

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